Grande attesa per la masterclass di lunedì 28 settembre, alle ore 10 presso l’Auditorium San Micheletto di Lucca, dell’ospite d’eccezione di questa edizione, Neil Harbisson, artista britannico con cittadinanza spagnola. Neil é la prima persona al mondo riconosciuta come cyborg e la prima persona con un’antenna impiantata sulla testa. Compositore, visual artist e fotografo britannico con una rara patologia, la Achromatopsia, che gli permette di vedere il mondo solo in una scala di grigi, senza colori. Nei suoi primi 20 anni Neil ha subito passivamente questa patologia, vestendosi sempre in bianco e nero, dipingendo con questi due colori e rifugiandosi nella musica, in particolare il pianoforte, al quale si sente particolarmente legato proprio per i due colori della tastiera. Nel 2003, dopo aver assistito ad una conferenza sulla cibernetica, ha iniziato a lavorare al progetto eyeborg: in pratica, una telecamera montata sulla testa di Neil, converte i colori che recepisce in vibrazioni e quindi in suoni, secondo un algoritmo che associa colori ad alta frequenza a suoni con frequenza più alta e viceversa.
Mercoledì 30 settembre alle ore 9.30 presso il MuSA di Pietrasanta, Over The Real presenta la masterclass diOlmo Cuarón(con la conduzione di Alessandro Romanini, curatore e docente Accademia di Belle Arti di Carrara) Animazione come opera d’arte totale; italo-messicano (è figlio del regista Alfonso Cuaron e della gallerista Annalisa Bugliani), è nato a New York e cresciuto tra Pietrasanta e Londra. Olmo ha iniziato a fare animazione a 9 anni, e di recente ha conseguito la laurea in Animazione alla Middlesex University a Londra. Vero e proprio “artigiano transmediale”, scrive, disegna, compone la musica, anche per i film del padre, assume la regia e il montaggio delle varie produzioni, utilizzando codici personali di elaborazione, in cui dimensione cromatica, ritmico musicale e visuale, dialogano in maniera paritetica. A soli 22 anni ha sviluppato un corpus di opere che testimoniano allo stesso tempo un’attitudine alla sperimentazione visuale e sonora e l’acquisizione di un linguaggio estremamente personale. Utilizza sin da bambino tutte le tecniche di animazione, perché sono funzionali all’espressione del soggetto scelto e non semplici procedure realizzative; plastilina, elementi reali, disegno, passo uno, digitale, tutto è funzionale ad assecondare la dimensione immaginativa che concepisce le varie istanze, sonore e visive, schizzi, storyboard, così come i suoni, la dimensione testuale, la scelta delle inquadrature e del montaggio sullo stesso piano d’importanza espressiva, come componenti complementari del flusso audiovisivo.
Venerdì 2 ottobre alle ore 10, presso l’Auditorium Fondazione Banca del Monte di Lucca, la masterclass Antimacchine. Mancare di rispetto alla tecnologia di Valentina Tanni, storica dell’arte, curatrice e docente, la cui ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Spesso gli artisti, praticando forme attive di appropriazione e dirottamento e sfruttando il potere dell’immaginazione, hanno svelato i lati nascosti delle tecnologie che utilizziamo e compreso in anticipo i loro effetti sociali, culturali e psicologici. Attraverso una selezione di opere che vanno dall’invenzione della fotografia ai più recenti sviluppi dell’intelligenza artificiale, Valentina Tanni mette a fuoco il ruolo spesso sottovalutato della sperimentazione artistica nell’elaborazione culturale del progresso tecnologico.
Sabato 3 ottobre alle ore 17, Over The Real ricorda Giacomo Verde (Cimitile, 1956 – Lucca, 2 maggio 2020) con la presentazione del libro Giacomo Verde. Dialoghi videoartivisti di Andreina Di Brino, con prefazione di Anna Maria Monteverdi (Cut-Up Publishing, Roma 2026) e a seguire con la proiezione del documentario Giacomo Verde non esiste, regia di Gioele Gallo. Scomparso prematuramente nel 2020, Verde è stato “teknoartista” e videoartivista che ha travolto e ridefinito i confini delle arti elettroniche in Italia, attraversando oltre un trentennio di mutazioni tecnologiche con uno sguardo ironico, sovversivo e una costante attitudine al “contagio” politico e sociale. Questo volume ne ricostruisce la straordinaria eredità intellettuale e artistica, e ripercorre i passi di un autore che ha fatto della tecnologia “povera” e domestica uno strumento di guerriglia culturale. Dalle prime “oper’azioni” del 1983, alla desacralizzazione dei telegiornali scarabocchiando direttamente sul vetro dei monitor per svegliare gli spettatori dalla passività televisiva, fino alle complesse videoinstallazioni interattive degli anni Novanta, Verde ha anticipato il futuro. È stato tra i primi in Italia a sperimentare la net-art, l’uso creativo dei telefoni cellulari e i codici QR, esplorando l’impatto tecno-antropologico dei media sulle nostre vite.
Nel film, l’artivismo di Giacomo Verde, pioniere della videoarte e della net art italiana, irrompe nella vita di L, alter ego dell’artista Giacomo Verde o dello stesso Gallo, che intraprende un viaggio catartico percorrendo le diverse fasi della vita dell’artista. Il documentario celebra il suo “artivismo”, per mettere in dubbio le certezze dello spettatore e infondergli la forza per mettere in gioco le sue capacità.
